Corsair Portrait – Eurobike 2008
Sistema innovativo e brevettato, tubazioni idroformate, colorazioni perlate molto attraenti, un piccolo stand ad una fiera dove tutti sembrano fare a gara a chi “la fa più grossa” e due ragazzoni disponibilissimi e con le idee davvero chiare su cosa una mtb deve e non deve avere, questi gli ingredienti che all’ultimo Eurobike ci hanno attirato allo stand Corsair. Questo è il resoconto di una bella chiacchierata in compagnia di Doug Stuart (presidente Corsair) e Pablo Tafoya (product designer), il tema naturalmente è scontato….”costruire mtb”.
Delle Corsair colpisce immediatamente il fatto che l’estetica estremamente accattivante ed il sistema di sospensione brevettato
coesistano con un design sì moderno, ma allo stesso tempo dalle linee essenziali e, tutto sommato, semplici. Niente a che vedere insomma con i complicati sistemi di leveraggi ai quali ci hanno abituato molti costruttori, spesso forse orientati a realizzare un nuovo progetto seguendo più esigenze di mercato, che non l’obiettivo di realizzare sistemi sempre più efficienti. Ecco, quest’ultimo aspetto è del tutto estraneo alla filosofia Corsair. Dopo alcune battute con Doug Stuart è subito chiaro quale sia la mission di questa giovane ed innovativa Factory. Doug esordisce facendoci una domanda, e ci chiede: “cosa deve avere una buona mtb per essere considerata tale?”. Mettiamo da parte gli inutili farfugliamenti esibiti dopo essere stati colti alla sprovvista da una domanda del genere, e passiamo alla risposta di Doug: “una buona bici deve soddisfare fondamentalmente tre requisiti: perfetto funzionamento meccanico, estetica accattivante e peso contenuto”…” tutti aspetti assolutamente fondamentali, ma un buon progettista deve anche sapersi dare delle priorità. Senza mettere assolutamente nessuno dei tre aspetti da parte posso dire che la priorità di Corsair è quella di realizzare mtb dalle prestazioni impeccabili”. Ed effettivamente non è difficile da immaginare, la Corsair ha infatti sviluppato un sistema brevettato per ognuna delle sue bici. Segno questo che la ricerca della perfezione in ogni tipologia di riding anima i progettisti di questo nuovo Brand. Ma cosa hanno ricercato Pablo Tafoya e gli altri ingegneri più di ogni altra cosa durante il lungo cammino che li ha portati allo sviluppo dei prodotti Corsair? Sul sito Corsair esiste una sezione “Knowledge” che illustra tutti i vantaggi delle soluzioni adottate, modello per modello. Ritroviamo qui molte cose spesso ricercate da diversi costruttori: il tentativo di concentrare il baricentro della bici nella zona del movimento centrale, la ricerca finalizzata ad eliminare il pedalfeedback e rendere neutrale il carro dall’influsso della pedalata, delle geometrie allineate con i criteri costruttivi degli ultimi anni (come ad esempio la tendenza a costruire telai con movimenti centrali più bassi che in passato) etc.. etc… Solo i test ed il tempo ci diranno se questi obiettivi sono stati raggiunti da Corsair, ma rimane una domanda, queste bici hanno qualcosa di diverso dalle altre? Ebbene sì! Uno degli elementi che hanno guidato la ricerca dei progettisti è stato quello di costruire un carro che aumentasse il passo della bici (la lunghezza quindi) durante l’affondamento delle sospensioni. Tutti i sistemi, durante l’affondamento della sospensione, tendono a far avvicinare il mozzo della ruota posteriore al movimento centrale della bici, o altrimenti provano a mantenerlo alla stessa distanza di partenza. I monocross sono certamente i sistemi che più di tutti “accorciano” la bici, mentre altre soluzioni come ad esempio il VPP, tendono a far rimanere la distanza quasi invariata. (nelle foto potete vedere la linea rossa di riferimento che mostra quanto il perno della ruota posteriore si allontani dal movimento centrale una volta esaurita la corsa della sospensione. Nel caso della König, simile in questo aspetto ad un sistema tradizionale, la questione è capovolta, il perno infatti alla fine dell’escursione è più “vicino” al movimento centrale). Tuttavia nessun sistema fa descrivere al perno della ruota posteriore una linea che lo porti ad allontanarsi dal movimento centrale, nessun sistema a parte quello brevettato da Corsair sulla Crown, sulla Mealstrom e sulla Marque. Nell’intenzione dei costruttori questo dovrebbe migliorare notevolmente le prestazioni della bici sotto due aspetti fondamentali. In primo luogo dovrebbe rendere la bici più stabile sia sullo sconnesso che all’atterraggio di salti, in pratica le situazioni nelle quali la sospensione lavora al massimo. Una bici dal passo più lungo, come tutti sanno, è una bici più stabile. Ebbene, allungandosi durante l’affondamento le Corsair aumentano la stabilità del mezzo proprio quando c’è ne è più bisogno, su tratti particolarmente accidentati o all’atterraggio di un drop. L’altro vantaggio è quello legato al rilancio in avanti che dovrebbe avere il mezzo in fase di ritorno dell’ammo. Riaccorciandosi infatti il carro dovrebbe tendere a proiettare le forze verso il senso di marcia, favorendo così la continua ricerca d’accelerazione del mezzo. Due aspetti molto importanti che svelano a questo punto l’infinita cura messa nella progettazione di questi mezzi. Le Corsair sono inoltre dotate di un puleggia di rinvio incorporata che serve ad isolare le forze della sospensione dalla pedalata,
nel caso della Mealstrom e della Marque la puleggia in questione è addirittura un tutt’uno con il fodero del carro. Questo accorgimento serve a “neutralizzare” la sospensione nelle fasi di pedalata, permettendo così, secondo le intenzioni del costruttore, accelerazioni da hardtail in uscita di curva.
Queste caratteristiche di funzionamento le ritroviamo sia sulla Crown (downhill) che sulla Mealstrom (freeride) e sulla Marque (enduro/allmountain). La Crown merita però un discorso a parte. La bici in questione, sviluppata esclusivamente per il dh racing, è dotata di due ammortizzatori. Una soluzione simile esiste già nelle 2Stage, ma nel caso delle Corsair, come abbiamo visto, il funzionamento del carro è del tutto particolare. Il secondo ammo, che comincia a lavorare da circa 180mm in poi, è anche completamente escludibile. Per ammissione degli stessi costruttori il 70% dei tracciati dh race è percorribile senza l’ausilio del secondo ammo. Tuttavia sui tracciati particolarmente tecnici e ricchi di drop il secondo ammo può essere un ausilio importante. Infatti è proprio con l’aiuto di quest’ultimo che il carro della Crown riesce ad esprimere al meglio le caratteristiche fin qui esposte (massimo allontanamento dell’asse del mozzo posteriore dal movimento centrale). Il fatto poi che l’ultima fase dell’escursione sia affidata ad un ammo ad aria aumenta ancora di più la progressività del sistema. Sinceramente la prima domanda che abbiamo fatto dopo aver ascoltato Doug illustrare le caratteristiche della Crown è stata: “ma non credete che un sistema a due ammo possa scoraggiare gli acquirenti perché ritenuto troppo complicato da gestire? Sia come costi che come tuning?”. La risposta è stata naturalmente negativa, secondo Doug il fatto di avere due ammo non comporta una complicazione, il settaggio della bici rimane abbastanza semplice. Questa scelta ci riporta però alla dichiarazione iniziale di Doug, i famosi tre punti illustrati all’inizio (perfezione di funzionamento, estetica, peso). Se anche gestire due ammo dovesse essere leggermente più complicato del solito, e non ne siamo comunque sicuri, ciò non toglie che si tratterebbe comunque di un piccolo sacrificio necessario, se orientato all’ottenimento della prestazione perfetta, è questo rientra certamente negli obiettivi di Corsair. Certo vedere una bici come la Crown così orientata al dh racing ci ha fatto venir voglia di vederla in azione sui campi gara, speriamo che ciò accada presto, anche se un team Corsair non è ancora in programma.
Tutte le bici di Corsair hanno la possibilità di variare l’angolo di sterzo di tre gradi grazie ad una speciale headset fornita dalla casa. La Mealstrom promette di essere un gioiello da freeride gustosissimo da guidare, con angolo di sterzo da 66° e movimento centrale sotto i 360mm da terra, quote quasi da dh. Bellissima anche la sorella minore della Mealstrom, la Marque, stesso funzionamento ma peso e travel contenuti vista la destinazione d’uso. La König è una bici più classica solo in apparenza, si tratta di una mtb compatta ed agile da slopestyle che usa un sistema che ricorda uno strano ibrido fra un quattro punti d’infulcro ed un monocross.
Insomma, sulla carta le Corsair promettono tanto e la passione smisurata di chi le costruisce è fuori discussione. Adesso tocca vedere se sul campo le promesse verranno mantenute. Speriamo di poterne presto cavalcare una per qualche giretto di prova dalle nostre parti.
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